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Gruppo di case site a levante del “cuneo” formato dalla confluenza di due corsi d’acqua. Ma lo stesso toponimo indica anche gli appezzamenti prativi situati a monte del vallone a forma di cuneo del Coumbalot, ormai incolti e sui quali sono stati impiantati olmi e frassini.
L’insediamento è formato da cinque fabbricati contigui, allineati orizzontalmente, ed altri due posti leggermente a valle degli stessi. La disposizione dei primi è molto consueta in architettura alpina: si aveva infatti l’esigenza di occupare il meno possibile le aree coltivabili, permettendo così anche un notevole risparmio sui costi, avendo una parete divisoria in comune così come una parte del tetto.
Un tempo un unico proprietario occupava il Counh, e disponeva altresì dei terreni limitrofi. Così almeno si tramandano di padre in figlio gli abitanti della località che si sono succeduti. Le suddivisioni sono poi avvenute con il ricambio generazionale.
L’ultima famiglia residente stabilmente al Counh è stata quella di Chafrè dal Counh (Chiaffredo Lorenzati, 1897-1984).
