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I Marquét (borgata Marchetti) fanno convenzionalmente parte della Villo: posti in un vasto pianoro, a valle di un ripido affioramento roccioso, costituiscono la zona di accesso al paese.
La quindicina di fabbricati che lo compongono, sono disposti in forma di nuclei sparsi, accorpati alle volte linearmente o in modo irregolare.
“Dal ’72 içi ai Marquét érou ënca mi, moun barbo Not e ma manho Fino. Sai quë lou més dë bëlie lh’éro vëngù tonto néou: pì nën gavavën pì la nën vënio, e lour lh’érën vëngù istà içi bou mi. I soun pue anò aval a Pizano ‘s la fin dë l’istò e mì lou més d’outobre, cont më siou mariò…” (trad. Nel 1972 qui ai Marchetti c’eravamo ancora io, mio zio Not e mia zia Fino. Ricordo che nel mese di febbraio era caduta molta neve: più la spalavi più ne cadeva, e loro erano venuti ad abitare con me. Si sono poi trasferiti a Paesana sul finire dell’estate ed io il mese d’ottobre, quando mi sono sposato…).
L’informazione è stata trasmessa da Pinot dë Chè Pinolhou, ultimo residente stabile della borgata.
Alcune abitazioni sono state oggetto di passaggio di proprietà con conseguente ristrutturazione e trasformazione d’uso. Il milezim, datato 1911, segna la data di costruzione di un fabbricato, mentre risale ai primi anni ’60 l’abitazione di edificazione più recente. La stessa presenta i muri perimetrali interamente intonacati ed il tetto coperto di tegole.
La religiosità locale è rappresentata dal Piloun di Marquét, posizionato lungo la Vio omonima e ristrutturato nell’agosto del 2000. Con l’occasione sono stati posizionati all’interno della nicchia una statua di San Giuseppe e quadretti raffiguranti San Chiaffredo, San Giuseppe e la Vergine. Le immagini dei due santi erano un tempo effigiate sulle pareti laterali mentre su quella di fondo vi era decorato il “Sacro Cuore”. L’edicola fu eretta come ex voto, in seguito alla guerra in Libia di fine ‘800.
Altro simbolo religioso è la Crouç da Pouzëtto: si tratta di una grande croce ricavata da un unico blocco di pietra, collocata su di un basamento a colonna, in muratura di forma squadrata, sulle cui facciate erano impresse delle frasi in latino e italiano ora illeggibili. L’opera è stata posizionata nei pressi di un tornante della strada provinciale Bivio di Ostana – Ostana, in occasione del suo completamento e in sostituzione del deteriorato pilone votivo sito lungo l’antica via comunale. Parte della sua “storia” ce la racconta Filippo da Posto, originario dei Marchetti.
“La Crouç l’éro lou pare dë Chafré dë Pòilo quë l’avio facho. E i vën bën dë d’isù dal Col de Porte. Chafré lou m’ò sëmpre dich”. (trad. Era il padre di Chafré dë Pòilo che aveva fatto la Croce. E proviene fin da lassù al Col de Porte. Chafré me l’ha sempre detto)
