Quaderno_08

n.8

Ritmi e voci

Quaderno
Pubblicato il: Maggio 2004

Indice:

Prefazione ………………………………………………………………………………………………………  p.3
Trascrizione …………………………………………………………………………………………………..  p.4
Travalhà ënt al bosc: boscaioli d’Ostana …………………………………………………..  p.5
Bou lou pè sa cuno: la nascita e i neonati ………………………………………………………  p.29
Dal Museo ……………………………………………………………………………………………………. p.56
La trafurélo onhi mal dësbelo: curarsi con le erbe a Ostana (1ª parte) ……  p.57
Lou sac vùët al tën pa dréch!” Il cibo ad Ostana (1ª parte) …………………..  p.73

Prefazione:

Se chiudiamo gli occhi e ci lasciamo trasportare dall'immaginazione, possiamo ricostruire la vita di alcuni decenni fa, e ascoltare...
Il tempo è scandito dal rumore ritmico delle attività dell'uomo, economiche e religiose, cui si mescolano i versi degli animali e i richiami della gente.
Al martello del calzolaio e del fabbro fa eco il battere ritmico dei panni sulla pietra del lavatoio, e il pedale del tornio del falegname.
Nel bosco l'ascia del boscaiolo sfronda gli alberi, in paese la sega dà forma alle assi, e i rumori degli attrezzi si confondono alle incitazioni degli uomini. Lungo le mulattiere gli zoccoli degli animali sdrucciolano sulle pietre che pavimentano la strada, e si odono i suoni dei campanacci delle mucche e i belati degli agnelli. I rintocchi delle campane annunciano le funzioni religiose e accompagnano la nascita e la morte, ma richiamano anche i paesani ai lavori comunitari.  A casa, la serata trascorre al ritmo del pedale del filatoio, mentre le giovani mamme  dondolano le culle cantando una ninna nanna ai loro bambini e gli anziani raccontano della loro gioventù.

Ogni stagione ha i suoi ritmi, i suoi colori, le sue voci e i suoi rumori.
Sono loro che segnano la presenza degli uomini, con le loro attività, le loro abitudini, anche i loro problemi.
L'eco della vita del "passato" giunge fino a noi attraverso ogni pietra, ogni prato, ogni sentiero che percorriamo, e soprattutto attraverso i racconti dei nostri informatori, che ci aiutano a capire e ce la rendono più vicina e più reale.

Quando riapriamo gli occhi e ritorniamo al presente, udiamo altri rumori, diversi: una TV accesa, un decespugliatore, le auto sulla strada, i turisti che passeggiano... Passa il tempo, cambiano le attività, gli stili di vita, l'uso del territorio...
Ma fin che c'è un rumore e una voce c'è qualcuno, il territorio non è abbandonato: fin che si sente una voce e c'è qualcuno che la ascolta.

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